Il grande business sulla "salute" dei cittadini
Di Carla Fleischli Caporale
Ebbene, sempre meno in sordina veniamo messi a conoscenza di come le grandi multinazionali manopolino gli enti preposti a salvaguardare la nostra salute, così da "nutrire" la nostra fiducia nei farmaci messi a disposizione per la nostra salute, dalla ricerca scientifica.
Poco alla volta ora, medici e ricercatori seri, finalmente, cominciano loro stessi a denunciare questa situazione, che noi, gente comune, avevamo però fiutato ormai da tempo. E' stato a luglio 2001 che si leggeva nel prestigioso "Il Sole 24 ore" la notizia che la rivista "Psychotherapy and Psychosomatics" aveva pubblicato un editoriale firmato dal direttore Giovanni Fava, professore del dipartimento di Psicologia dell'università di Bologna e dell'università di Buffalo, negli Stati Uniti, dove veniva esplcitamente denunciato l'effetto delle esigenze economiche e di profitto sulla salute e sulla politica sanitaria. Siccome le aziende farmaceutiche finanziano la stragrande maggioranza delle ricerche sui propri prodotti, fatte in enti pubblici e privati, i conflitti d'interesse si moltiplicano, ma raramente si riesce a portarli alla luce. Come osserva Fava, certi dati non vengono pubblicati perché i guardiani del "nobile sapere" hanno un interesse finanziario nel marginalizzare progetti di ricerca che minacciano i profitti corporativi. Inoltre, i casi che vengono alla conoscenza del pubblico, di solito sono quelli che vengono rivelati dopo che un certo medicinale viene tolto dal mercato.
Sempre queste statistiche, tenute abbastanza in sordina, hanno pure dimostrato come alcune prestigiose organizzazioni mediche (ritenute "non-profit") come quelle che pubblicano il "Journal of the American Medical Association" e il "New England Journal of Medicine" (i giornali di ricerca medica più autorevoli), sono in pratica finanziate dall'industria farmaceutica!
E anche per quanto riguarda l'affidabilità dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, sta sempre di più venendo a galla che questo ente sembra tendere a orientarsi verso il business. Non si può dimenticare, infatti, che aveva accettato del personale, definito "sostitutivo", che è in realtà un vero e proprio omaggio a certe multinazionali del farmaco. Spetta infatti a questo "personale sostitutivo" stabilire quale sia il livello "accettabile", in base a criteri che - guarda caso - favoriscono il consumo quotidiano di alcuni prodotti aziendali (per non parlare di quando, nell'ottobre 2000, i media, in sordina avevano informato che nell'OMS erano stati scoperti degli "infiltrati", ovvero dei ricercatori prezzolati, al servizio delle multinazionali del tabacco, con il preciso compito di divulgare ricerche – si fa per dire – in cui veniva dimostrata la relativa pericolosità del tabacco!).
Queste ricerche sulla modalità di promozione delle case farmaceutiche documenta poi il rapido aumento di ricette per un farmaco prodotto dalla casa farmaceutica che sponsorizza (e paga i viaggi dei medici partecipanti) un evento educativo. L'irrazionale comportamento di medici, che prescrivono medicinali prodotti dalle case farmaceutiche che fanno loro regali, "è l'opposto di quello che i pazienti e la società si aspetta da noi", commenta Wilkes, un medico e ricercatore proposto ad analizzare tale allarmante situazione negli Usa, "quando non c'è più fiducia, il medico perde il suo potere di curare."
Tutti questi comportamenti scandalosi non possono che danneggiare la credibilità dei dati scientifici, dei medici e, non meno da sottovalutare, anche quella dei farmacisti.
Le farmacie sono diventate le vetrine aperte sul pubblico delle case farmaceutiche. Sappiamo ormai bene che prima di arrivare ad assumere certi prodotti si dovrebbe forse cominciare a cambiare stile di vita – vedi scandalo Lipobay – per cui noi pubblico già siamo a conoscenza della dannosità dei prodotti farmaceutici, che dovrebbero essere assunti solo se proprio non rimane altra alternativa.
Ma che dire di tutta quella serie di prodotti, a dir poco, inutili, che le case farmaceutiche ci propinano attraverso le farmacie: cari e completamente inefficaci, anche se al massimo possiamo dire che, questi prodotti da banco, al limite non ci danneggiano. Mi riferisco a tutti i prodotti per dimagrire, per cui viene costantemente ripetuto che non fanno niente, eppure la pubblicità ce li propone con un martellamento indicibile. Come si leggeva in un servizio di Maurizio Tortorella su Panorama "Un vero imbroglio legalizzato" afferma Michele Carruba, docente di farmacologia all'università di Milano, presidente dell'Associazione nazionale specialisti in scienza dell'alimentazione, e uno dei massimi esperti in materia.
Inoltre, così continua l'articolo: "Si tratta, tra l'altro, di prodotti molto costosi" osserva Franca Braga, responsabile delle ricerche del Comitato consumatori. "Il vero scandalo è che a venderli siano le farmacie" protesta Braga: "perché i consumatori vengono indotti a credere che si tratti di specialità medicinali, mentre non lo sono affatto".
Per non parlare poi dei danni provocati da medici troppo zelanti nel prescrivere medicinali, anche inutili, come mise in guardia Ivan Illich nell'introduzione di "Nemesi medica" (1975), quando affermava "La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute". Certo, sono le parole di un sociologo iconoclasta, tuttavia è riuscito a sensibilizzare il pubblico e i reggitori della cosa pubblica sulla patologia iatrogena (danni provocati, direttamente o indirettamente, dal medico e dalle terapie prescritte). È un argomento di dimensioni imponenti, che vorrebbe di sicuro un'analisi più approfondita.
Ebbene, uno, a rifletterci sopra, si accorge veramente di essere tenuto conto dalle case farmaceutiche solo perché rappresenta un "possibile" acquirente. La salute vera e propria di noi cittadini poco importa, anche perché siamo molto più interessanti da malati che da sani!
(Nota bene: ©nessuna parte di questo articolo può essere riprodotta senza esplicito permesso dell'Autrice)
Creato da SHENPLANET Apr 15, 2008 at 11:30am. Ultimo aggirnamento di SHENPLANET 15 Apr.
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